Caso giudiziario

Operatore Caritas aggredito a Cremona, imputato a processo

Sei anni dopo, il 12 aprile si apre il procedimento per le lesioni riportate dal 52enne durante il rientro in bicicletta.

Operatore Caritas aggredito a Cremona, imputato a processo

Un cittadino nigeriano dovrà rispondere di lesioni per l’aggressione ai danni di un operatore della Caritas di Cremona. I fatti risalgono al 21 aprile 2020, quando l’uomo, all’epoca ospite della Casa dell’Accoglienza, avrebbe colpito il 52enne con un pugno al volto e poi con calci e altri pugni.

L’operatore aveva appena terminato il turno e stava rientrando a casa in bicicletta. In viale Trento e Trieste, in direzione di piazza Risorgimento, aveva riconosciuto il cittadino nigeriano fermo sul bordo della pista e si era avvicinato. Secondo la ricostruzione riportata, l’uomo lo avrebbe aggredito improvvisamente, facendolo cadere dalla bicicletta.

Le cure dopo l’aggressione

Il ferito, con il volto sanguinante, era riuscito a raggiungere a piedi la Casa dell’Accoglienza. Qui era stato soccorso inizialmente dai colleghi e poi dal personale del 118, che lo aveva trasportato in ospedale. Nell’aggressione aveva riportato una frattura scomposta delle ossa nasali, con una prognosi di 30 giorni.

I due si conoscevano già. In precedenza il cittadino nigeriano si era rivolto più volte alla Caritas per chiedere aiuti economici. Dopo essere stato sfrattato, si era introdotto senza autorizzazione nella struttura, sistemando un lettino in corridoio. Era stato quindi organizzato un incontro con gli assistenti sociali del Comune per individuare una sistemazione definitiva, ma il percorso era stato interrotto dall’emergenza sanitaria legata al Covid.

Il rintraccio e l’udienza

All’epoca, don Pierluigi Codazzi, responsabile della Caritas di Cremona, aveva riferito che il cittadino nigeriano si trovava nella struttura da circa tre mesi e che si era mostrato aggressivo e molesto con gli operatori e con altri ospiti. Dopo l’episodio se ne erano perse le tracce.

L’uomo è stato rintracciato soltanto nel dicembre dello scorso anno a Bergamo. Ora dovrà affrontare il procedimento per lesioni, con udienza fissata per il 12 aprile. L’imputato è difeso dall’avvocato Gianluca Pasquali, mentre la persona offesa è rappresentata dall’avvocato Guido Priori.