La difterite, malattia infettiva oggi rara grazie alla vaccinazione, è tornata al centro dell’attenzione dopo la morte di una bambina a Palermo e il conseguente dibattito sulla necessità di mantenere alte le adesioni. Nel territorio dell’Asst di Cremona, la copertura contro l’infezione batterica ha raggiunto il 95,9% nel 2024 e il 97,9% nel 2025. Il dato parziale riferito ad agosto 2026 è pari al 96,2%.
I dati sulle diverse fasce d’età
Le percentuali tendono però a diminuire con l’aumentare dell’età. Nel 2025, nell’area cremonese, la copertura era del 93,9% tra i bambini di sei anni e del 90,1% nella coorte dei dodicenni, valori considerati in linea con le medie della Lombardia.
Antonella Laiolo, direttrice della struttura complessa Vaccinazioni e Sorveglianza Malattie Infettive dell’Asst di Cremona, richiama l’importanza di completare il percorso previsto e di rispettare i richiami nel tempo. Una minore adesione, spiega, può favorire una maggiore circolazione del batterio e aumentare il rischio non solo per la singola persona, ma per la comunità.
Malattia e prevenzione
La difterite è provocata da batteri della specie Corynebacterium diphtheriae, capaci di produrre una tossina che, attraverso il sangue, può danneggiare cuore, fegato, reni, ghiandole surrenali e sistema nervoso. La trasmissione avviene per via aerea o tramite contatto diretto. In alcuni casi i sintomi possono essere lievi o assenti, consentendo anche ai portatori sani di contribuire alla diffusione dell’infezione.
La prevenzione inizia dal primo anno di vita. In Italia viene raccomandato il vaccino esavalente, che protegge da pertosse, tetano, difterite, poliomielite, epatite B e Haemophilus influenzae B. Sono inoltre previste dosi di richiamo a 6 e 12 anni e, per conservare una protezione adeguata, un ulteriore richiamo ogni dieci anni insieme a tetano e pertosse, secondo le indicazioni della circolare del Ministero della Salute del 3 luglio 2018.
Il vaccino contiene la tossina difterica inattivata, definita anatossina o tossoide, che stimola l’organismo a produrre anticorpi protettivi. Secondo uno studio italiano dell’Istituto Superiore di Sanità, tra il 1939 e il 2015 la vaccinazione avrebbe contribuito a evitare circa 2 milioni di casi. I dati Istat citati dall’Iss indicano inoltre il passaggio da circa 2.000 decessi all’anno a nessun decesso, sulla base dei dati 2026 riportati dall’Istituto.
Per la Regione Lombardia l’obiettivo prioritario è raggiungere almeno il 95% di copertura nella prima infanzia. La difterite è compresa nei Livelli Essenziali di Assistenza attraverso la vaccinazione esavalente. Nel documento della struttura dell’Asst viene ricordato anche l’ultimo riscontro lombardo, avvenuto nel 2025 tramite un tampone su una ferita.
Sul fronte della sicurezza, l’Istituto Superiore di Sanità riferisce che non è stata confermata un’associazione causale tra vaccinazioni e autismo. Una revisione dell’Organizzazione Mondiale della Sanità su 57 studi pubblicati tra il 2010 e il 2025 ha ribadito l’assenza di una correlazione, anche per il vaccino contro morbillo, parotite e rosolia. L’articolo che aveva ipotizzato un legame tra vaccino Mpr e autismo è stato ritirato da The Lancet nel 2010.