Urbanistica locale

Pozzaglio, tensione in Consiglio sul progetto del Data Center

Residenti, agricoltori e ambientalisti chiedono garanzie su suolo, acqua, energia e scuola

Pozzaglio, tensione in Consiglio sul progetto del Data Center

Una sala gremita ha seguito a Pozzaglio ed Uniti la seduta aperta del Consiglio comunale dedicata alle mozioni sulla variante al Piano di governo del territorio. Al centro del confronto c’è l’ipotesi di realizzare un Data Center nel territorio comunale, un progetto che ha suscitato la preoccupazione di residenti, agricoltori e rappresentanti del mondo ambientalista. Il dibattito è stato acceso e ha richiesto diversi richiami all’ordine.

Le principali perplessità hanno riguardato il consumo di suolo, il fabbisogno di acqua ed energia, la vicinanza con la scuola di Brazzuoli, gli effetti sul territorio e le garanzie per la comunità. L’amministrazione ha ribadito la necessità di seguire il percorso urbanistico e le indicazioni regionali, mentre i cittadini hanno chiesto dati verificabili, maggiore trasparenza e un coinvolgimento più ampio nelle decisioni.

Il quadro urbanistico e l’iter

Il sindaco Biondo Caruccio ha sottolineato che l’area interessata sarebbe già stata ridotta rispetto alla sua estensione originaria. L’architetto Silvia De Bellis, responsabile dell’Area Tecnica comunale, ha spiegato che le superfici oggi sono campi agricoli, ma risultano urbanisticamente comprese tra quelle soggette a trasformazione. Il comparto AT02, ha precisato, coincide con il perimetro dell’area produttiva individuata da tempo e già prevista come tale nel 2010.

Di diverso avviso Giuseppe Rossetti, che ha richiamato la normativa regionale sugli insediamenti dei data center e ha sostenuto che gli impianti potrebbero essere realizzati all’interno di aree dismesse. Nel caso esaminato, ha indicato una superficie di 86mila metri quadrati, mentre le restanti porzioni sarebbero da considerare agricole perché non ancora urbanizzate, anche se previste dal piano regolatore. Il sindaco ha contestato questa interpretazione, sostenendo che la Regione Lombardia consentirebbe nell’area l’insediamento di qualsiasi attività produttiva.

De Bellis ha distinto la variante generale al Pgt dal procedimento specifico relativo al Data Center. La variante in discussione, ha chiarito, non rende automaticamente compatibile l’impianto e non consente da sola di presentare l’istanza di autorizzazione unica. La proposta di Green 1 è ancora preliminare e dovrebbe essere sottoposta a una propria variante e alla Valutazione ambientale strategica, con approfondimenti su consumo di suolo e altri impatti.

La procedura di variante generale al Pgt è stata avviata nel 2019. Negli ultimi tempi è stata depositata la pratica relativa al Data Center ed è stato avviato un procedimento istruttorio preliminare alla possibile presentazione di un’istanza di variante. La conferenza prevista per il 17 settembre avrà carattere illustrativo e non decisorio. Secondo quanto riferito in aula, entro il 18 saranno raccolti pareri e osservazioni; l’autorità competente avrà poi 45 giorni per esaminare la documentazione.

Le preoccupazioni della comunità

Paola Pagani ha chiesto quali tutele economiche, fideiussioni o garanzie siano previste nel caso di interruzione dei lavori e chi dovrebbe occuparsi del ripristino delle aree. Altre domande hanno riguardato la durata del cantiere, l’origine della proposta, lo stato delle procedure e l’eventuale coinvolgimento degli operatori. Il sindaco ha risposto che il progetto si trova ancora in una fase preliminare e che, senza un progetto definitivo, non è possibile fornire risposte conclusive.

Un ulteriore tema ha riguardato le infrastrutture elettriche. Mario Oleotti ha chiesto chiarimenti sulla società Crialos Sgr Spa e sugli atti di servitù e sugli accordi di opzione che sarebbero stati richiesti ad alcuni cittadini per il passaggio dell’elettrodotto. Gli agricoltori hanno domandato quali conseguenze potrebbero ricadere sui proprietari e sui conduttori dei terreni interessati.

Preoccupazioni sono state espresse anche per la scuola di Brazzuoli, che l’insegnante Emanuela Azzali ha indicato come situata a circa 800 metri dall’area del progetto e frequentata da bambini e ragazzi fino ai 14 anni. Marco Pezzoni, coordinatore degli Stati Generali Clima Ambiente Salute, ha chiesto di valutare un rinvio del voto, sostenendo che la variante potrebbe rafforzare la posizione del proponente prima che siano definite condizioni e garanzie.

Il sindaco ha richiamato il ruolo della Regione Lombardia, sostenendo che sarebbe l’ente regionale a chiedere la modifica del Pgt e la riduzione del 20 per cento dell’area produttiva. Giovani agricoltori come Vanessa Anselmi ed Edoardo Fiorini hanno invece evidenziato i possibili effetti sulle aziende agricole e sulle prospettive delle famiglie. La seduta si è conclusa in un clima di forte tensione: l’amministrazione ha ribadito il carattere preliminare dell’iter, mentre i cittadini hanno chiesto informazioni, garanzie e un confronto più ampio prima di qualsiasi trasformazione del territorio.