La stagione espositiva dell’Adafa riparte con un confronto tra due linguaggi pittorici differenti, accomunati dal rapporto tra realtà, memoria e immaginazione. Venerdì 11 settembre alle 17.30, a Casa Sperlari, in via Palestro 32, sarà inaugurata la bipersonale Reale e immaginario, dedicata alle opere di Andrea Ghisoni e Giuseppe Zumbolo.
L’inaugurazione sarà introdotta da Giusy Asnicar, coordinatrice della commissione artistica, mentre la presentazione sarà affidata al curatore Simone Fappanni. Il percorso espositivo mette a confronto la pittura figurativa e antologica di Ghisoni con la ricerca astratta e materica di Zumbolo, proponendo due modi diversi di interpretare il rapporto tra immagine e percezione.
La pittura figurativa di Ghisoni
Pittore di Soncino, nato nel 1939, Andrea Ghisoni torna protagonista con una selezione di lavori dedicati ad alcuni dei temi ricorrenti del suo lungo percorso: paesaggi, scorci urbani, ritratti, nature morte e luoghi della quotidianità. Tra le opere esposte figurano anche due dipinti premiati in occasione di estemporanee. In lavori come Borgo fiorito e Vecchia osteria, la precisione del disegno si accompagna all’attenzione per l’atmosfera e per il carattere degli ambienti rappresentati.
Nella produzione di Ghisoni il dato reale non coincide con la semplice riproduzione. Strade, edifici, persone e paesaggi vengono osservati e restituiti attraverso il filtro della memoria e della sensibilità dell’artista. Il particolare diventa così parte di un racconto più ampio, nel quale ciò che è riconoscibile conserva una dimensione concreta ma assume anche un valore emotivo.
La materia nelle opere di Zumbolo
Accanto a Ghisoni, la mostra presenta le Armonie astratte di Giuseppe Zumbolo, nato nel 1955 a Casal di Principe e da molti anni attivo nel territorio cremonese. Il suo percorso ha attraversato la pittura figurativa, l’informale e la sperimentazione materica, fino a una ricerca in cui la tela diventa parte integrante dell’opera.
Tra gli elementi più caratterizzanti c’è la sperimentazione sulle tele piegate, utilizzata per modificare la tradizionale superficie piana del dipinto e costruire composizioni con pieghe, incisioni, segni, sovrapposizioni e campiture cromatiche. L’immagine può partire da una suggestione naturale o da una forma riconoscibile per trasformarsi progressivamente in una rappresentazione più aperta e indefinita.
Il punto d’incontro tra i due artisti si trova nell’oscillazione tra ciò che si vede e ciò che si immagina. Ghisoni parte dal reale e lo rielabora attraverso la memoria; Zumbolo muove dalla materia e dalle sue possibilità per lasciare spazio all’immaginazione. La mostra propone così due direzioni diverse, accomunate dalla ricerca sulle capacità dell’immagine di andare oltre l’apparenza.
Reale e immaginario sarà visitabile gratuitamente a Casa Sperlari fino al 23 settembre, da martedì a domenica, dalle 17 alle 19.