Danni al patrimonio

Raccolta fondi per riparare torrino e rosone della Cattedrale

Il maltempo ha colpito facciata e vetrata; previsti interventi complessi, tra ponteggi e tutela degli affreschi.

Raccolta fondi per riparare torrino e rosone della Cattedrale

La Cattedrale di Cremona porta ancora i segni del violento nubifragio che il 28 agosto ha colpito la città. Dopo la messa in sicurezza delle parti più esposte, la Diocesi ha avviato la raccolta fondi Ripartiamo e ricostruiamo, destinata a sostenere gli interventi necessari per riparare i danni provocati dal maltempo.

I danni provocati dalla tempesta

Il nubifragio ha colpito uno dei principali luoghi simbolo della città. Sulla facciata settentrionale dell’edificio è andata distrutta la parte superiore di uno dei torrini, mentre la grandine ha danneggiato pesantemente il rosone della facciata principale. Le conseguenze riguardano quindi sia la struttura sia un elemento di grande valore artistico e architettonico.

Nei giorni successivi sono arrivate numerose manifestazioni di solidarietà da parte di istituzioni, ordini professionali e cittadini. In molti hanno espresso la volontà di contribuire concretamente al recupero. Da queste richieste, ha spiegato monsignor Gianluca Gaiardi, rettore della Cattedrale, è nata l’idea della raccolta. Le somme raccolte serviranno a finanziare il ripristino del torrino della facciata nord e il restauro del rosone, considerati tra gli interventi più urgenti.

Gli interventi già avviati

La prima emergenza ha riguardato il torrino. I Vigili del fuoco sono intervenuti per mettere in sicurezza la struttura e impedire ulteriori cadute di materiali. In seguito è stato realizzato un ponteggio nel cortile del Torrazzo, che permetterà di lavorare sul tetto del transetto nord, danneggiato dai detriti. L’intervento dovrà anche proteggere gli ambienti sottostanti dalle infiltrazioni d’acqua e salvaguardare gli affreschi delle volte.

Più articolato sarà il recupero del rosone. Per raggiungerlo occorrerà installare un secondo ponteggio all’interno della Cattedrale. La struttura non potrà essere ancorata alle pareti, perché i fissaggi rischierebbero di compromettere i preziosi affreschi cinquecenteschi. I tecnici stanno quindi valutando una soluzione autosostenuta, destinata a occupare una parte significativa della navata centrale.

Solo dopo la realizzazione del ponteggio potranno iniziare le operazioni sulla grande vetrata. Il rosone è composto da 20 petali, ciascuno formato da più lastre antiche, con una delicata incastonatura e finiture metalliche. Il recupero richiederà particolare attenzione e tempi non brevi. Per un periodo, ha sottolineato monsignor Gaiardi, la comunità dovrà convivere con il cantiere anche all’interno dell’edificio.

La raccolta è già attiva. È possibile lasciare un’offerta in Cattedrale, attraverso una cassetta dedicata o il sistema digitale per le elemosine, selezionando l’opzione Cattedrale. Si può inoltre contribuire con un bonifico bancario, utilizzando l’Iban indicato dalla Diocesi e riportando nella causale Ripartiamo e ricostruiamo. L’iniziativa accompagna così i lavori avviati dopo il nubifragio e il percorso di recupero degli elementi danneggiati.