Dopo l’ondata di maltempo, gli agricoltori del cremonese sono impegnati nella verifica dei danni provocati da grandine, piogge intense e forti raffiche di vento. Nei campi allagati si controllano piante, spighe e baccelli per distinguere i danni superficiali da quelli irreversibili e valutare quanta parte della produzione potrà arrivare alla raccolta.
In numerosi appezzamenti, l’acqua e il ghiaccio hanno compresso il terreno, rendendo difficili o impossibili le operazioni. Intere colture e ortaggi sono stati spazzati via, mentre risultano danneggiate anche serre, porzioni di capannoni e altre strutture agricole presenti nelle campagne attorno a Cremona.
La conta dei danni nelle aziende
Giovanni Roncalli, direttore di Coldiretti Cremona, ha definito enorme l’impatto dell’evento sulle coltivazioni e sulle strutture rurali. Il responsabile ha sottolineato che, pur considerando la diversa rilevanza degli insediamenti abitativi in area urbana, le aziende agricole dei dintorni hanno subito conseguenze pesanti.
Secondo Roncalli, l’episodio del 28 è il più evidente tra quelli registrati nel periodo, ma non rappresenta un caso isolato. Nelle settimane e nei mesi precedenti, infatti, si erano già verificati altri fenomeni capaci di incidere sulle produzioni agricole, mettendo in difficoltà le imprese e le famiglie che lavorano nelle cascine.
La richiesta di nuove tutele
Mentre proseguono le verifiche nei campi e si cerca di recuperare il possibile, Coldiretti richiama l’attenzione sulla necessità di proteggere le aziende dagli eventi atmosferici più violenti. La frequenza con cui si ripetono grandinate, raffiche e piogge intense rende più complessa la programmazione delle attività e aumenta l’incertezza sui raccolti.
Per questo l’organizzazione chiede di individuare coperture assicurative o sistemi di protezione in grado di limitare le perdite quando si verificano eventi calamitosi. L’obiettivo indicato è offrire alle imprese strumenti adeguati in uno scenario in cui fenomeni un tempo considerati eccezionali vengono percepiti come sempre più ricorrenti.