Emergenza idrica

Esondazione del Trishuli, la scuola resta fuori pericolo

Il plesso montano non ha subito danni, ma l’assenza di energia blocca l’approvvigionamento delle cisterne

Esondazione del Trishuli, la scuola resta fuori pericolo

L’esondazione del fiume Trishuli sta provocando gravi problemi nel distretto di Nuwakot, in Nepal, dove diverse infrastrutture idroelettriche risultano fuori uso e manca l’elettricità. Le conseguenze dell’evento si fanno sentire anche nell’area della scuola Khaniyakharka, sostenuta da anni dall’Organizzazione di volontariato PASSOdopoPASSO, anche se l’edificio non è stato raggiunto dall’acqua.

La scuola si trova in posizione elevata

Il complesso scolastico dista circa 15 chilometri in linea d’aria dalla valle interessata dall’esondazione, ma sorge sulla cima di una montagna. Questa posizione ha evitato danni diretti alla struttura, ricostruita dopo il terremoto che colpì il Nepal nel 2015. Restano tuttavia difficoltà legate alla mancanza di energia elettrica: il blocco di alcune centrali idroelettriche impedisce di alimentare i sistemi per il rifornimento d’acqua delle cisterne.

Secondo le informazioni riferite dal preside dell’istituto, per il ripristino della fornitura potrebbero essere necessari almeno sette giorni. A verificare le condizioni della scuola e a mantenere i contatti con il personale è Salvatore Belluardo, consigliere di PASSOdopoPASSO e vigile del fuoco cremonese, che in questi giorni sta raccogliendo aggiornamenti sulla situazione.

Il progetto nato dopo il terremoto

L’associazione, fondata ad Alessandria e poi ampliata a Cremona, aveva iniziato nell’estate del 2015 a sostenere la scuola attraverso il progetto Attraverso i miei occhi. L’edificio era stato colpito dal sisma e successivamente ricostruito grazie al lavoro dei volontari e al sostegno dei donatori. Negli anni l’intervento è proseguito con la fornitura di alimenti, materiali didattici e altri aiuti destinati alla struttura.

Belluardo conosce direttamente la zona, che ha visitato più volte anche in occasione di escursioni. La valle del Trishuli è stretta e ospita numerosi villaggi costruiti vicino al corso d’acqua, con comunità che contano tra mille e duemila abitanti. L’area rappresenta inoltre la principale via di accesso alla valle del Langtang, frequentata per le attività di trekking.

Il volontario prevede di tornare in Nepal a novembre, per la 24ª volta. Nel frattempo continua a comunicare con gli abitanti e con i referenti locali. I messaggi ricevuti finora descrivono le condizioni del territorio come molto gravi, mentre proseguono le attese per il ripristino dell’elettricità e dei servizi essenziali.