Nel quadro della crisi demografica italiana, il punto nascita dell’Ospedale di Cremona mostra una sostanziale stabilità. Fino a venerdì 14 agosto sono state registrate 625 nascite, un dato indicato dalla struttura come in linea con quello del 2025. La tenuta si inserisce in una situazione che, da circa dieci anni, vede una flessione contenuta rispetto all’andamento nazionale.
In Italia il numero dei neonati ha raggiunto nel 2025 il minimo storico di 355 mila unità, mentre il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna. In Lombardia l’età media al primo parto si avvicina ai 33 anni. Brescia e Cremona, con un indice di fecondità pari a 1,21, si collocano sopra la media regionale e registrano il valore più alto della regione.
Un andamento stabile
All’ospedale cremonese i nati erano 1.150 nel 2013. Nel 2024 il dato si è attestato a 1.070, con una riduzione di 50 unità nell’arco del decennio secondo i numeri riportati dalla struttura. Negli ultimi due anni la contrazione è stata di circa il 2%, una variazione limitata rispetto al calo demografico complessivo.
Per Annalisa Abbiati, dirigente facente funzione dell’unità di Ostetricia e ginecologia, il risultato è legato al lavoro del reparto e al rafforzamento dell’integrazione con i servizi locali. La collaborazione con il territorio, già attiva, sarebbe stata resa più strutturata negli ultimi anni attraverso una rete assistenziale descritta come più ampia ed efficiente.
Parto personalizzato e coinvolgimento dei padri
Nel reparto le gestanti possono affrontare il travaglio secondo modalità personalizzate, quando non vi siano controindicazioni cliniche. Il parto vaginale resta l’opzione indicata dai professionisti, con la possibilità di ricorrere al parto in acqua o di scegliere posizioni ritenute più confortevoli. L’obiettivo dichiarato è accompagnare ogni donna verso la soluzione percepita come più sicura e adatta a sé e al neonato.
Durante l’attività informativa vengono affrontati anche alcuni luoghi comuni legati alla gravidanza, come l’idea che la gestante debba mangiare per due. Il reparto segnala inoltre un aumento dei parti gemellari, arrivati recentemente a circa 25 casi all’anno.
Un altro aspetto riguarda la presenza dei padri, considerati una figura importante anche dopo la nascita. In caso di impossibilità della madre, possono partecipare al contatto pelle a pelle con il neonato. La struttura punta inoltre ad attivare una procedura che, in casi selezionati, consentirà ai padri di restare in ospedale anche durante la notte.
Sul fronte della prevenzione e dell’informazione, l’ASST di Cremona ha realizzato per l’estate una campagna digitale composta da 14 brevi video, diffusi attraverso i canali social e istituzionali. I contenuti sono stati preparati dall’Ufficio Comunicazione e Relazioni Esterne insieme ai professionisti di Ostetricia, Ginecologia, Neonatologia e Pediatria, con l’obiettivo di fornire indicazioni e supporto alle famiglie durante il mese di agosto.