In Lombardia è stato attivato il codice arancione per il rischio di incendi boschivi, il terzo livello su una scala di quattro. L’allerta è legata soprattutto alle alte temperature registrate negli ultimi giorni, che rendono più favorevoli le condizioni per l’innesco e la propagazione delle fiamme.
Il provvedimento arriva mentre diverse aree della regione sono già interessate da incendi, in particolare nei territori montani. Tra gli interventi più impegnativi figura quello sul Monte Moregallo, tra Valmadrera e Lecco, dove le operazioni di spegnimento e bonifica hanno richiesto l’impiego di squadre a terra e mezzi aerei. La zona, caratterizzata da terreni impervi, ha reso più complesse le attività dei soccorritori.
Gli interventi nel territorio regionale
Altri roghi hanno interessato Premana, nel Lecchese, e Gordona, in provincia di Sondrio. In entrambi i casi le squadre antincendio sono state impegnate prima nel contrasto alle fiamme e poi nelle operazioni di bonifica. Nei giorni scorsi il dispositivo regionale era stato rafforzato con volontari e mezzi aerei, mobilitati per diversi interventi nelle province di Lecco, Sondrio, Milano e Como.
Nel Cremonese la situazione viene descritta come sotto controllo, ma la Regione richiama cittadini, enti e operatori alla massima prudenza. Il periodo ad alto rischio di incendio boschivo non è stato formalmente dichiarato, tuttavia le condizioni meteorologiche e la presenza di roghi nei territori vicini impongono particolare attenzione.
La squadra cremonese a Tignale
Tre unità del Comando dei vigili del fuoco di Cremona sono state mobilitate a Tignale, nel Bresciano, per contribuire allo spegnimento di un vasto incendio boschivo che interessa la zona da diversi giorni. La squadra è intervenuta nell’ambito della Colonna Mobile Regionale, con il modulo specifico per gli incendi boschivi, a supporto delle forze già impegnate sul posto.
Alle operazioni hanno partecipato squadre a terra e mezzi aerei, tra cui un elicottero e un Canadair. Dopo che nella giornata di martedì 11 agosto il rogo sembrava quasi domato, durante la notte del 12 agosto le fiamme sono ripartite in più punti del perimetro. Alcuni focolai si sono sviluppati in aree difficili da raggiungere, mentre altri sono stati individuati e gestiti dalle squadre impegnate nel presidio notturno.
L’intervento dei vigili del fuoco presenti sul posto ha consentito di contenere il fronte e di impedirne l’avanzamento verso le abitazioni. Il monitoraggio resta costante e coinvolge Protezione civile, vigili del fuoco, volontari antincendio boschivo e gli altri soggetti impegnati nella prevenzione e nella gestione delle emergenze.
La Regione ricorda inoltre che, quando vengono dichiarate condizioni di alto rischio, possono essere attivati divieti e misure specifiche. In particolare, durante quel periodo è vietata la combustione dei residui vegetali e, se previsto da un apposito provvedimento regionale, anche l’accensione di fuochi all’aperto.